MATTEOTTI. PELLEGRINO (AVS): MEMORIA PARLAMENTARE È DOVERE CIVILE
(ACON) Trieste, 10 giu - "Il 10 giugno 1924, il deputato
socialista Giacomo Matteotti fu sequestrato e assassinato a Roma
da una squadra fascista guidata da Amerigo Dumini. Il delitto fu
ordito per mettere a tacere le sue denunce contro i brogli
elettorali e le violenze del regime".
Così in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino,
Alleanza Verdi e Sinistra, a margine della ricorrenza
dell'omicidio di Stato perpetrato ai danni del segretario
nazionale del Partito socialista unitario (Psu).
"Pochi giorni prima - prosegue Pellegrino - , il 30 maggio,
Matteotti aveva tenuto un intervento storico e coraggioso alla
Camera contestando la validità delle elezioni e al termine del
discorso, consapevole del proprio destino, aveva confidato ai
colleghi :e adesso preparate la mia orazione funebre".
"Sebbene - aggiunge la consigliera rossoverde - i processi
dell'epoca abbiano tentato di derubricare l'omicidio a un eccesso
di zelo di squadristi indisciplinati, i rapitori appartenevano in
realtà alla famigerata Ceka, la polizia politica segreta che
rispondeva direttamente alla presidenza del Consiglio. La grave
crisi istituzionale che ne derivò si chiuse bruscamente il 3
gennaio 1925, quando Mussolini pronunciò alla Camera il celebre
discorso con cui instaurò la dittatura totalitaria, dichiarando:
Assumo io, e io solo, la responsabilità politica, morale, storica
di tutto quanto è avvenuto".
"La risposta - continua Pellegrino - dell'Opposizione
all'assassinio di Giacomo Matteotti fu la secessione
dell'Aventino, quando circa 130 deputati di vari schieramenti
decisero di abbandonare i lavori parlamentari finché il governo
Mussolini non fosse caduto e le milizie fasciste non fossero
state sciolte, privando il Parlamento dell'opposizione e
spianando la strada alla dittatura fascista".
"A oltre un secolo da quel tragico evento - concòude la
consigliera di Opposizione - ricordare Giacomo Matteotti non è un
mero esercizio di memoria, ma un dovere civile. Il suo sacrificio
per la difesa della libertà di espressione e della trasparenza
democratica rimane un pilastro fondante della nostra Repubblica e
un monito perenne contro ogni forma di sopruso e soppressione
della libertà".
ACON/COM/rm